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Cosa dona il sapore al vino? Il sale.

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Non è necessaria la statistica quantistica per immaginare che almeno una volta nella vita ognuno di noi si è chiesto

cosa dona il diverso sapore ai vini?


anche se le etichette recitano la stessa vite.
E' stata altrettanto facile, direte, la risposta: il Vitigno.

Ma quali sono gli elementi che caratterizzano le vigne?


In ogni vigna il rapporto fra suolo, luce, calore,acqua rappresenta una combinazione unica ed inimitabile. Queste caratteristiche vengono assorbite dalla vite che invitabilmente si riflettno sull'uva con la possibilità di ottenere un vino che esalti l'espresione di quel vitigno e del territorio che la ospita.
I nostri amici francesi (concorrenti ndr.) hanno trovato un termine che esprime il complesso legame tra microclima, geologia, topografia suolo e vite: Terroir.
Nella fattispecie vini nati da terreni e vitigni marittimi come quelli Salernitani incontrano sostanziali differenze da quelli coltivate nelle zone dell'alta Irpinia.
Per l’espressione di un “terroir” l’apporto dell’uomo come vignaiolo e cantiniere è fondamentale; infatti si fa portavoce di tecniche derivanti sia da tradizione antica di secoli che di innovazione non dimenticando mai di rimanere solo un regista che valorizza con il proprio lavoro le caratteristiche di quella determinata vigna e che accompagna l’uva nella sua trasformazione in vino in cantina.
Fonte dei contenuti : AIS

( Sei un appassionato di vini? Approfondisci al workshop del 13 Settembre di indivino tenuto dall' Associazione Italiana Sommelier)

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Ma dov'è nato il vino?

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Abbiamo già parlato in un precedente articolo ( http://goo.gl/34rA8S  ) della  storia del vino.

 Ma... dove è nato il vino?

La coltivazione del vino ha avuto origine in Georgia, vicino i fiumi Tigri ed Eufrate nel IV millennio a.C.

Scavi archeologici hanno restituito resti di anfore contenenti vinaccioli, semi di uva, considerati i più antichi recuperati finora nel mondo. La coltivazione del vino si estende in seguito in Egitto e in Grecia. E proprio i greci iniziano a distinguere le uve Aminee (Aglianico, Falanghina, Fiano) da quelle Apiane (Moscato e Malvasia) e adottano tecniche di appassimento dei grappoli per produrre vini dolci. Nel 1000 a.C. gli Etruschi danno un contributo significativo al mondo della viticoltura, selezionando vitigni come il Trebbiano, il Montepulciano e il Sangiovese. 

La cultura del vino arriva a Roma intorno al 600 a.C., e i romani, espandendo il proprio impero, diffondono la cultura della vite e del vino anche al di fuori della penisola. Alcuni scritti latini sull'agricoltura del I secolo d.C. riportano che all’interno degli accampamenti delle legioni romane si allevavano bovini, si coltivavano cereali e si produceva legname e vino, tutto destinato agli stessi soldati.

 In Italia come si è sviluppata la coltivazione della vite? 

 C’è un dibattito aperto tra gli studiosi: per talea o per semi?

Le prime talee di vite giunte nel sud dell’Italia provenivano dalle isole Egee e da Micene. Gli spostamenti da quelle zone verso la nostra penisola avvenivano solo in alcuni mesi dell'anno, periodi in cui le condizioni non erano favorevoli per l'impianto della vite. Era, quindi, più semplice trasportare i semi e seminarli al momento giusto. Ciò si deduce anche dal fatto che in Italia esistono molte specie di viti, l'una diversa dall'altra. Per talea, invece, si ottengono viti con le stesse caratteristiche della pianta madre.


fonti:  http://www.rigoria.it

 

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Vino chiama, Jazz risponde

 

Il vino spesso potrebbe risultare “sofisticato”, destinato a una nicchia di settore, ma ha origine dalla terra, nato in mezzo al popolo, lo stesso che in una diversa epoca e contesto ha dato inizio al jazz.

Dapprima il canto accompagnava il lavoro poi divenne preghiera e in seguito pretesto per ballare e mettere a nudo il proprio animo.

Il vino e il jazz sono in sintonia, due mondi che parlano una lingua senza geografie, quella del suono e del gusto. 

La ricerca di una bottiglia d’annata è come quella di un vecchio vinile: un disco originale di Miles Davis può dare lo stesso piacere di una bottiglia numerata. Si assaporano allo stesso modo, quasi religioso, con una “degustazione” attenta a cogliere sfumature ed emozioni. 

Il jazzista prova un amore sconfinato nei confronti dell’imprevisto ovvero ricercare qualcosa che possa sorprendere. Un prodotto che ha il fascino d’essere ricco ma allo stesso modo semplice, capace di coinvolgere tutti i cinque sensi, è quello come il vino e il jazz, che si è pronti a godere solo se si è disposti a conoscere.

 

FONTI:

 

http://www.gamberorosso.it/

http://www.parliamodivino.com/

 

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I colori del vino

Che cosa cattura la vostra attenzione quando prendete tra le mani un bicchiere di vino?
Di certo l’aspetto più immediato è il suo colore. La valutazione di un vino comincia appunto con l’analisi visiva ed è proprio attraverso il suo colore che comincia a parlarci di se, per alcuni aspetti in modo molto schietto, mentre per altri con dei suggerimenti che devono in seguito, essere confermati con l’analisi olfattiva e gustativa.
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Il vino è salute : la Vinoterapia

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ll vino è salute – Questa convinzione faceva parte dell’antica cultura greca e romana. E molti studi lo dimostrano: gli antichi avevano ragione! Vino e salute sono imprescindibili e si dice che ciò valga soprattutto per il vino rosso. Il vino produce effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio, e assumendolo con moderazione previene disturbi del cuore e dei vasi sanguigni. Ciò si deve al principio miracoloso del resveratrolo, contenuto principalmente negli acini di uva rossa, che favorisce la digestione e la riduzione dello stress, contribuisce alla devitalizzazione delle cellule tumorali, aumenta la resistenza fisica e la durata della vita.

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La storia del vino è la stessa dell’umanità.

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Le citazioni sul vino presenti nella storia antica sono innumerevoli: dai Greci ai Romani, passando per gli Etruschi, andando ancora più indietro agli episodi descritti nella Bibbia.

Il primo ubriaco fu Noè.
Ci tramanda la Genesi che Noè, dopo il diluvio Universale, fece la vigna, produsse il vino e lo bevve inebriandosi.

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